TERESA LA MENSOLA
VENDUTA

La mensola che sapeva aspettare.
Lì, appesa in una veranda come una vedetta silenziosa, ascoltava pioggia, sole e conversazioni a mezza voce. Sopravvissuta a estati torride, inverni umidi e piante finte appoggiate con noncuranza, questa mensola aspettava il suo momento.
E quel momento è arrivato.
Quando l’ho vista, ho capito che non era solo legno curvo e impolverato: era una piccola architettura di ricordi, con la grazia di chi ha tenuto in equilibrio tazzine, lettere e chiavi smarrite.


Non l’ho stravolta, l’ho esaltata. Ho scelto due colori in dialogo sottile: sotto, un tono appena più scuro, sopra un elegante vaniglia.
Ma il vero colpo di scena è nascosto nella pelle: un tocco di malta mescolata al colore, per dare materia alla superficie, come se il tempo stesso avesse lasciato impronte. E infine, una passata di decapatura leggera, per rivelarne l’anima antica, con grazia vissuta.




Ora Teresa è pronta per una nuova vita, non è più un mobile dimenticato. Può accogliere spezie in cucina, libri in salotto o sogni in camera da letto. Il suo passato è inciso nelle venature, ma il futuro? Quello lo scrivi tu, oggetto dopo oggetto, appoggio dopo appoggio.
Non è solo una mensola.
È un pezzo di storia che ha deciso di restare.

